NELLE NOZZE DELLA SORELLA PAOLINA. Creazione: canzone composta a Recanati tra l’ottobre e il novembre 1821 in occasione delle progettate nozze poi sfumate della sorella Paolina con un benestante di
Sant’Angelo in Vado; pubblicata per la prima volta in Bologna nel 1824Metro: sette strofe di 15 versi ciascuna con lo schema aBCACBDefGFEghH (il settimo
verso libero) eccettuata la quarta che per i primi sei versi ha la variante aBCBAC. Poi che del patrio nidoI silenzi lasciando e le beateLarve e l’antico error celeste dono,Ch’abbella agli occhi
tuoi seek’ermo lido,Te nella polve della vita e il suono 5Tragge il destin; l’obbrobriosa etateChe il duro cielo a noi prescrisse impara,Sorella mia che
in graviE luttuosi tempiL’infelice famiglia all’infelice 10Italia accrescerai. Di forti esempiAl tuo sangue provvedi. Aure soaviL’empio fato interdiceAll’umana virtude,N� pura in gracil petto alma
si chiude. 15 O miseri o codardiFigliuoli avrai. Miseri eleggi. ImmensoTra fortuna e valor dissidio poseIl corrotto costume. Ahi troppo tardi,E nella sera dell’umane cose. 20Acquista oggi chi nasce
il moto e il senso. Al ciel ne caglia: a te nel petto siedaQuesta sovr’ogni cura,Che di fortuna amiciNon crescano i tuoi figli e non di vile 25Timor gioco o di speme: onde feliciSarete detti
nell’et� futura:Poich� (nefando stile,Di schiatta ignava e finta)Virt� viva sprezziam lodiamo estinta. 30 Donne da voi non pocoLa patria aspetta; e non in danno e scornoDell’umana progenie al dolce
raggioDelle pupille vostre il ferro e il focoDomar fu dato. A senno vostro il saggio 35E il forte adopra e pensa; e quanto il giornoCol divo carro accerchia a voi s’inchina. Ragion di nostra
etateIo chieggo a voi. La santaFiamma di giovent� dunque si spegne 40Per vostra mano? attenuata e frantaDa voi nostra natura? e le assonnateMenti e le voglie indegne,E di nervi e di polpeScemo il
valor natio son vostre colpe? 45 Ad atti egregi � sproneAmor chi ben l’estima e d’alto affettoMaestra � la belt�. D’amor digiunaSiede l’alma di quello a cui nel pettoNon si rallegra il cor quando a
tenzone 50Scendono i venti e quando nembi adunaL’olimpo e fiede le montagne il romboDella procella. O spose,O verginette a voiChi de’ perigli � schivo e quei che indegno 55� della patria e che sue
brame e suoiVolgari affetti in basso loco pose,Odio mova e disdegno;Se nel femmineo coreD’uomini ardea non di fanciulle amore. 60 Madri d’imbelle proleV’incresca esser nomate. I danni e il
piantoDella virtude a tollerar s’avvezziLa stirpe vostra e quel che pregia e coleLa vergognosa et� condanni e sprezzi; 65Cresca alla patria e gli alti gesti e quantoAgli avi suoi deggia la terra
impari. Qual de’ vetusti eroiTra le memorie e il gridoCrescean di Sparta i figli al greco nome; 70Finch� la sposa giovanetta il fidoBrando cingeva al caro lato e poiSpandea le negre chiomeSul corpo
esangue e nudoQuando e’ reddia nel conservato scudo. 75 Virginia a te la molleGota molcea con le celesti ditaBeltade onnipossente e degli alteriDisdegni tuoi si sconsolava il folleSignor di Roma.
Eri pur vaga ed eri 80Nella stagion ch’ai dolci sogni invita,Quando il rozzo paterno acciar ti ruppeIl bianchissimo petto,E all’Erebo scendestiVolonterosa. A me disfiori e scioglia 85Vecchiezza i
membri o padre; a me s’appresti,Dicea la tomba anzi che l’empio lettoDel tiranno m’accoglia. E se pur vita e lenaRoma avr� dal mio sangue e tu mi svena. 90 O generosa ancoraChe pi� bello a’ tuoi d�
splendesse il soleCh’oggi non fa pur consolata e paga� quella tomba cui di pianto onoraL’alma terra nativa. Ecco alla vaga 95Tua spoglia intorno la romulea proleDi nova ira sfavilla. Ecco di
polveLorda il tiranno i crini;E libertade avvampaGli obbliviosi petti; e nella doma 100Terra il marte latino arduo s’accampaDal buio polo ai torridi confini. Cos� l’eterna RomaIn duri ozi
sepoltaFemmineo fato avviva un’altra volta. 105V. A UN VINCITORE NEL PALLONE. Creazione: Canzone composta a Recanati nel novembre 1821 anno in cui si comincia a costruire a Macerata un grande
sferisterio; pubblicata in Bologna nel 1824Metro: cinque strofe di 13 versi ciascuna con lo schema AbCBACDEFDGgG Di gloria il viso e la gioconda voce,Garzon bennato apprendi,E quanto al femminile
ozio sovrastiLa sudata virtude. Attendi attendi,Magnanimo campion (s’alla veloce 5Piena degli anni il tuo valor contrastiLa spoglia di tuo nome) attendi e il coreMovi ad alto desio. Te
l’echeggianteArena e il circo e te fremendo appellaAi fatti illustri il popolar favore; 10Te rigoglioso dell’et� novellaOggi la patria caraGli antichi esempi a rinnovar prepara. Del barbarico
sangue in MaratonaNon color� la destra 15Quei che gli atleti ignudi e il campo eleo,Che stupido mir� l’ardua palestra,N� la palma beata e la coronaD’emula brama.
Cruise 4 Cash - Detective Sherlock -
Free Bid Auctions - Expert Poker Tips - Shop 4 Money
Win Any Lottery - Repo Car Search - Psychics 4 Free - High Quality Games - Driving 4
Dollars
Related article:
http://blog.chatta.it/SOGNATRICESTANCA2/8023777/POESIE-DI-LEOPARDI.aspx
comments | Add comment | Report as Spam
|